La prima volta a Nizza

C’è una prima volta per tutto.

Ogni cosa importante della vita, ogni passaggio fondamentale, ogni capitolo ha un inizio, che ne detta la strada, e ne segna il ricordo negli anni.

Pieno di attesa, aspettative, paura. Pieno di vita.

Ci prepariamo nel migliore dei modi, cerchiamo di immaginare quello che potrà accadere, sempre un pò in bilico tra emozione e timore.

Per affrontare una prima volta ci vuole maturità e consapevolezza; ma soprattutto, ci vuole rispetto. Ed è proprio il rispetto della puntualità dei presenti che lascia a piedi i ritardatari e ci permette di buttarci in questa avventura.

Lo stesso rispetto dimostrato alle persone, si trova qui nei confronti della terra. Una terra straordinaria, che tanto chiede e tanto restituisce. Non sempre giusta, ma sempre vigile sull’operato di chi ha deciso di vivere con lei.

Rigore. Lo stesso che la natura mostra, e che chi vive qui ha deciso di imporre a se stesso. Tutti concordi a darsi limitazioni forti, a scrivere con la propria mano regole restrittive, per dare un prodotto di qualità che non permette scappatoie.

Passione. Termine abusato in generale, che qui riprende i suoi contorni forti, puri, primordiali, e si tinge di un rosso che lascia l’impronta sul bicchiere.

Il colore rosso del Nizza Docg però non è uno solo.

Come i suoi 57 produttori, acquisisce per ognuno una sfumatura propria.

Ognuno, seppur nel territorio del disciplinare, ha la fortuna e l’impegno di esprimere il suo mondo.

Stesse regole, stesso vitigno, stessa annata, la 2012: un febbraio anomalo, con temperature polari e abbondanti nevicate, e una primavera piovosa, che ha contribuito insieme allo scioglimento del manto nevoso, a formare una riserva d’acqua fondamentale per far fronte all’estate calda e siccitosa. 

Il resto, rispecchia esattamente il terreno e chi lo produce.

Diciotto comuni intorno a Nizza Monferrato. E un viaggio che ci fa passare da terreni poco compatti, che non trattengono acqua e regalano vini con buona freschezza e finezza, ad altri che danno acidità e buona intensità colorante; ad altri ancora, con limo e argilla, più compatti; sino ad interessanti altitudini, che con escursioni termiche importanti aggiunte ad una componente ventosa regalano struttura e spiccate intensità aromatiche.

Ogni protagonista esprime il suo essere, legato in modo indissolubile al suo essere figlio di una particolare zona, con caratteristiche e carattere unici.

Così, la prima volta dei Cru del Nizza Docg è stata perfetta.

Ci ha dato ancora una volta modo di identificare tutto quello che terra e uomo insieme possono essere: la fusione perfetta di uno nell’altra, come una prima volta ideale dovrebbe essere.

Cru San Michele – Cantina Vinchio Vaglio
Colore rubino, naso fine. Sentori di frutti rossi, spezie dolci, leggere nuances di sottobosco e mentolato. Bocca di grande freschezza e acidità.

Cru Bricco Nizza – La Gironda
Rosso rubino intenso, profumi più carnosi del precedente. Amarena, piccole spezie, noce moscata. Al palato rimane più rotondo, ma con bella acidità e tannino morbido e dolce.

Cru Leiso – L’Armangia
Al naso, è la frutta la protagonista: ciliegia sotto spirito, petali di rosa macerati. Al palato, risulta il più giovane dei cinque. Sicuramente un vino longevo. Grande acidità, sapidità evidente e bella trama tannica.

Cru Gianola – Cascina Garitina
Rubino intenso. Naso dai profumi più caldi. Macchia mediterranea. Cognà, nocciola ed erbe aromatiche di rosmarino. Lamponi, mirtillo, e note balsmiche. In bocca è corposo, ricco e di grande struttura.

Cru San Rocco – Bersano
Al naso, sentori tipici. Spiccano i profumi di legno, frutti rossi e spezie che compongono una piacevole rusticità. Bocca fresca, ben amalgamata, finale pulito e fruttato.

degustazione nizza
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